Ogni corpo è un punto di vista

Through the Grapevine, coreografia per due danzatori al Festival dei Due Mondi di Spoleto il 25 giugno 2022 (con replica il 26)

di Isabella Rossi

Imbarazzanti asimmetrie, inaspettate lunghezze, inimmaginate proporzioni smontano, pezzo per pezzo, quella percezione stereotipata del corpo tanto familiare all’immaginario artificioso dei social media. Ogni corpo, con le sue buffe imperfezioni, e con le sue proporzioni e spazi inesplorati, è in realtà un punto di vista dal quale conoscere l’altro ed il mondo. L’affermazione di questo principio che accomuna tanta tradizione, dalla danza contemporanea al teatro fisico, è forse anche il punto di partenza del duetto coreografico Through the grapevine presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto 2022. Il coreografo Alexander Vantournhout, fondatore della compagnia not standing, in coppia con Axel Guerin, talentuoso danzatore e acrobata nato in Belgio, ha accompagnato il pubblico del bellissimo Teatro Romano di Spoleto in un viaggio esplorativo incentrato sulla fisicità e le sue relazioni, spesso intrise di ironiche implicazioni. Attingendo ad un vasto repertorio di linguaggi, attraverso citazioni che investono coreografie de la nuovelle danse francese fino alla belga Teresa de Keersmeker (fondatrice della Parts, la scuola di coreografia frequentata da Vantournhout) la coreografia è una ricerca, per mezzo del corpo, sul corpo e sul suo essere “soggetto coreografico”, in quanto produttore e trasformatore di senso. Nella dialettica di linee, incastri, leve ed intrecci anche la sincronicità si fa racconto. In un crescendo vertiginoso e spettacolare di momenti coreografici, che hanno impegnato senza tregua i due danzatori, sono emerse geometrie misteriose e relazioni ludiche, insieme a verità in contumacia sulla specie umana. E forse, in una costruzione coreografica dove la ginnicità è sicuramente presupposto, a qualcuno sarà venuto in mente che ci sono prese vitali e giochi di pesi e contrappesi che esplorano gli orizzonti relazionali meglio di tanti scrittori. In quello scambio di fisicità, forse, la consapevolezza si sarà ampliata ai concetti di salvezza e minaccia fino a raggiungere quell’estensione dell’altro come prosecuzione del proprio corpo che riscrive l’identità di ognuno.

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