tempietto perugia

Il Tempietto, la chiesa di San Michele Arcangelo a Perugia ed i suoi segreti architettonici e storici. Una interessante guida (alla sua seconda edizione) li porta alla luce attraverso un sopralluogo accurato ed una serie di ricerche storiche messe a disposizione di esperti, appassionati e curiosi. Nel cuore della Perugia medioevale, protetta dalla sua seconda cinta muraria (risalente a tale epoca), è situata una chiesa tanto suggestiva quanto insolita. La si raggiunge entrando in città dall’omonima porta Sant’Angelo (la più grande delle porte medioevali perugine) o percorrendo tutto corso Garibaldi in salita fino a via del Tempio che a destra, a pochi passi dal Cassero apre uno scorcio sulla bella chiesa a base circolare. Si tratta appunto della chiesa di San Michele Arcangelo che i perugini conoscono meglio come Tempietto e la cui origine muove da sempre la curiosità di tutti i suoi visitatori. Di ipotesi nel tempo e sul Tempio, se ne sono fatte tante, di certo però, al momento, ci sono le accurate ricostruzioni (raccontate in: La chiesa di San Michele Arcangelo a Perugia, Futura libri), ad opera di Aldo Frittelli, Laura Santucci e Luca Tarpani tutti e tre legati al Tempietto da una serie di circostanze. Non solo un sentimento devozionale verso questo “gioiello dell’arte paleocristiana” ma anche l’instancabile desiderio di approfondimento dei monumenti cittadini di Aldo Frittelli, già autore di diversi testi e guide, e la vicinanza alla chiesa dell’attività di Laura e dello studio di architettura dove lavora Luca. In un caldo pomeriggio di giugno ci inoltriamo fino al sagrato senza disturbare la cerimonia che si sta celebrando all’interno. Anche da qui, spiegano Luca e Laura si può capire molto della chiesa di San Michele Arcangelo di Perugia.

Cosa è importante sapere sul Tempietto?

Si tratta della chiesa più antica di Perugia, sebbene Gregorio Magno ne menzioni una più antica della quale sembra non ci siano più tracce. Ed è un edificio paleocristiano tra i più importanti non solo a livello umbro ma nazionale. La sua edificazione risale al VI-VII secolo d.C. A parte questo, sono tanti gli aspetti approfonditi dalla guida, dall’origine delle colonne, all’illustrazione degli affreschi fino alla possibile presenza di un campaniletto a vela situato sul muro perimetrale in prossimità della porta “primitiva”.

A Perugia alla Chiesa di San Michele Arcangelo, conosciuta anche come Tempio o Tempietto, è stata attribuita un’origine pagana, come si spiega?

San Michele, come molti edifici paleocristiani, è stato costruito utilizzando materiali provenienti da costruzioni pagane ma è da scartare l’idea che la chiesa possa essere sorta su un preesistente insediamento demolito. Si tratterebbe perciò di un un’edificazione ab origine.

Tante sono le possibili domande alle quali la guida offre risposta. Molto importante per l’interpretazione della chiesa di San Michele di Perugia, menzionata dalle fonti solo dopo l’anno mille, quindi ben oltre il suo periodo paleocristiano, è proprio la figura dell’omonimo angelo guerriero, di cui vi si parla nei limiti della ricostruzione storica del culto.

Sulla storia delle origini pagane, che per tanti secoli si è tramandata a Perugia, è forse interessante citare anche un’altra fonte, la Treccani che sul culto micaelico rileva come nell’area centromeridionale, dove la cultura bizantina ebbe maggior influenza, si è constatato un “più naturale passaggio dalla devozione per divinità pagane a quella per Michele”. I culti ctoni e iatrici diffusi in quell’area “vennero sostituiti da quello dell’arcangelo”, i cui attributi evidenziavano una “chiara matrice orientale”.

In ogni caso, figlio di quella cultura bizantina, che si diffuse con l’istaurazione dei comandi militari e le province sotto il controllo di Narsete, il Tempietto lo fu davvero, come testimoniano una serie di elementi. A partire dalla storia dei suoi capitelli, in prevalenza greci e risalenti all’epoca di Adriano, come ha spiegato il professor Franco Mezzanotte, autore della prefazione, durante una presentazione della guida il 5 ottobre scorso a San Matteo degli Armeni.

I capitelli del San Michele Arcangelo di Perugia

Secondo uno studio sui capitelli condotto dal professore Mario Pagano, ex direttore della Villa Adriana (Tivoli), alcuni elementi architettonici provenienti dall’Antinoeion di villa Adriana sarebbero stati utilizzati nell’edificazione del Tempietto. Dato, questo, che collocherebbe la sua fondazione in epoca giustiniana (dal 527 al 565 d.C.) sotto il governo di Narsete, il generale bizantino che sconfisse gli ultimi re goti, Totila e Teia. Sarebbero proprio quelle sigle, scolpite in alcuni capitelli del San Michele, (Hρω,) a tradirne la provenienza dall’Antinoeion, il grande tempio-sepolcro in memoria di Antinoon, mai completato e forse per questo espoliato nel corso dei secoli. Ma il filo che lega la storia dell’edificazione del San Michele di Perugia ai capitelli usciti dal “cantiere” di villa Adriana, la congiunge anche ad un altro edificio nelle Marche. Si tratta del Sant’Angelo Magno di Ascoli Piceno, città ricompresa nella giurisdizione dell’esarcato di Ravenna, dove alcuni capitelli evidenziano le stesse tre lettere greche. La chiesa in questione, costruita tra il 554 ed il 560 d.C. presenta, inoltre, una tipologia simile al San Michele di Perugia con quell’alternarsi di mattoni e pietre che pare, ha spiegato il professor Mezzanotte, fosse proprio in uso tra il V ed il IV secolo. E’ molto probabile quindi che i due edifici fossero coevi.

Perugia e Ravenna, legate dal Tempietto

Sulla via che collegava Perugia a Ravenna, in quegli anni incerti, il Tempietto sembra un simbolo di resistenza e continuità. Il suo ambulacro a pianta centrale e lo stesso tamburo ricordano il San Vitale ravennate ma anche altre importanti chiese dell’architettura bizantina e paleocristiana. Oltre a questa evidenza architettonica, un frammento di sarcofago ravennate è custodito nella cappella battesimale del San Michele di Perugia. Ma solo sfiorata, e ben lungi dall’essere approfondita qui, l’origine e la storia della chiesa più antica di Perugia, altrettanto importante è il suo dialogo con il territorio circostante. Che si fa intimo colloquio tra le mura del Tempio. Così la vita del borgo medioevale di Sant’Angelo entra in chiesa con le pietre tombali dei suoi Maestri artigiani, trasferando nel sacro i simboli di arti e mestieri. E lo fa anche con gli abiti delle spose che periodicamente rivestono la bellissima Madonna lignea del ‘300. Il Tempietto di Perugia è quindi custode d’identità e testimone di un rapporto vivo tra il un tempo popoloso quartiere di Sant’Angelo e la sua chiesa, il San Michele Arcangelo.