Luisa Spagnoli origini

Sulle tracce dell’imprenditrice geniale nel centro storico di Perugia

Luisa Spagnoli origini e luoghi dell’imprenditrice geniale nel centro storico di Perugia. Il suo quartiere è oggi luogo d’incontro di artisti ed amanti della cultura

Perugia adora Luisa. Il personaggio storico rilanciato dalla serie televisiva di Rai Fiction è entrato ancora di più nei cuori dei perugini, quasi tutti con una nonna, una zia o qualche lontana parente che allo Spagnoli ci ha lavorato davvero. Proprio in quegli anni quando il ricordo della sua presenza era ancora vivo nelle operaie più anziane. Quel mondo novecentesco e glorioso sembra oggi lontano. Ma a Perugia si continua a parlare di cioccolato e della Fabbrica del Cioccolato che portò lustro, cultura e lavoro al capoluogo umbro. Una grande fabbrica che, senza Luisa, non ci sarebbe stata.

Visite guidate nella storia del Cioccolato Perugina

Ecco perchè, per gli appassionati di storie del Cioccolato, a Perugia ci sono una serie di percorsi cittadini immersi nel bellissimo centro storico, sulle tracce dei protagonisti dell’età d’oro del Cioccolato Perugina. Ed è proprio in un piccolo quartiere, fiorito sulla prima cinta etrusca dell’acropoli perugina, che si trova l’anima della grande industria Perugina. Quel suo primo nucleo si intreccia infatti saldamente alle biografie dei protagonisti dell’epoca creando un suggestivo percorso tra oggi e ieri. Per i turisti del cioccolato e per chi voglia rivivere un po’ dell’antica magia ecco un’utile mappa della Perugia di Luisa Spagnoli, a partire dal quartiere dove nacque.

Luisa Spagnoli nacque nel centro storico di Perugia

A due passi da Corso Vannucci c’è via Cartolari, ex via della Berta. Percorrendo per un breve tratto in discesa via Alessi si apre sulla sinistra una strada che porta nella Perugia degli artisti di strada e dei locali più alternativi. Un piccolo quartiere cucito sulle mura etrusche della prima cinta, ancora visibili, con i suoi eroi e cantastorie ritratti sui muri.

Artisti di strada, cinema e teatro

Con i suoi vicoli pieni di ragazzi nelle lunghe notti d’estate e con il suo festival del teatro di strada, Alchemika. C’è anche un ex convento (in via della Viola1) che ospita il mondo dell’associazionismo ed ex locali commerciali (tra via della Viola e via Cartolari) che sono stati trasformati in laboratori d’arte. Completa il tuor di questo cuore pulsante di Perugia il Postmodernissimo, in cui trovano spazio anche i gioielli del cinema indipendente. Proprio qui, in via della Berta 13, nacque quel lontano 30 ottobre del 1877 Luisa Sargentini.

La casa dove venne al mondo Luisa

Come annota Valerio Corvisieri, autore de Gli Spagnoli a Perugia (Ali&no Editrice), dall’atto di nascita di Luisa si legge che la bambina venne al mondo nella casa di via della Berta 13 alle sei del pomeriggio. Sua madre Maria Conti era di ben 14 anni più giovane del marito, Pasquale Sargentini, allora quarantatrenne. A registrare l’atto, per conto del padre malato, che di professione faceva il pescivendolo, ci dovette pensare la stessa levatrice, Giulia Rocchi in Catterini, il successivo due novembre.

La giovane sarta va in sposa

La giovane Luisa, che di professione faceva la sarta, sposò Annibale Spagnoli nel 1899. Aveva da poco compiuto 21 anni. Annibale, ancora in servizio militare a Mantova, portò con sé Luisa per i successivi due anni. Un periodo ricco e prolifico quello mantovano nel vero senso della parola. Nacque a Mantova Mario Spagnoli, nel gennaio del 1900, ed un’impronta culturale mantovana rimase nella vita di Luisa. Nel settembre del 1901 la giovane perugina aveva già fatto ritorno a Perugia, nello stesso quartiere, dove diede alla luce Armando. Insieme ad Annibale, oramai congedatosi dall’esercito, si concludeva così la parentesi mantovana ed iniziava la nuova avventura imprenditoriale perugina.

La drogheria ed il primo laboratorio in via Alessi

Risale al 1901 l’apertura della drogheria di Luisa e Annibale. Era situata sempre in via Alessi, a due passi dalla casa dove era nata, E con la drogheria si iniziarono subito a produrre manualmente anche i confetti. Nel febbraio del 1905 nacque Aldo, il terzogenito di Luisa ed Annibale. E la giovane coppia con tre figli trascorse ancora diversi anni nello stesso quartiere, insieme alla madre e alla sorella di Luisa, Gemma, scomparsa tragicamente nel 1913. Risale invece al 1907 la creazione della Società Perugina per la Fabbricazione dei confetti che nel gennaio del 1908 avvierà l’attività nel laboratorio, già utilizzato da Luisa ed Annibale per la produzione dei confetti, nei fondi di Palazzo Ansidei, sempre in via Alessi. L’interessante laboratorio provvisto ancora di tavoli, cinghie e diverse attrezzature è ancora visitabile su richiesta. E girando attorno al palazzo sul piazzale retrostante si può osservare l’affaccio dei piani superiori da dove venivano prodotti i primi cioccolatini della Perugina. Una targa ricorda gli albori della produzione. Nel 1912 la famiglia Spagnoli risultava residente in via Alessi 5.

Una citazione ricorda la campagna pubblcitaria dei Baci Perugina

Fu proprio in quel laboratorio e nei piani occupati successivamente dal primo nucleo aziendale della Perugina che iniziò un’altra storia, quella d’amore fra il giovanissimo Giovanni Buitoni e Luisa, già trentennte. Una storia a quei tempi impossibile, che per lungo temponon si fermò davanti a nessuno ostacolo. E in quel vicolo un po’ magico che inizia da via Cartolari e prosegue per via della Viola, le storie d’amore continuano.

Nessuna targa ricorda Luisa

Nessuna targa ricorda in quel luogo la nascita della geniale imprenditrice (del resto la toponomastica perugina non è mai stata troppo clemente con la sua memoria). Ma, del tutto spontaneamente, qualcuno deve aver intercettato nel quartiere di Luisa lo spirito di un amore senza tempo. Quello stesso comunicato anche da una celebre campagna pubblicitaria dei Baci Perugina (qui la storia inedita del Bacio) attraverso i versi di Jacques Prévert. E che ricorda il profondo legame tra Luisa e Giovanni. O almeno questo, è quello che viene da pensare guardando quell’immagine appesa sotto un arco, tra via della Viola e via del Topo, come se fosse un’edicola devozionale. Proprio a due passi dalla casa dove nacque l’imprenditrice geniale, nel quartiere dove tutto ebbe inizio. Altri articoli di approfondimento su Luisa e sulla storia del cioccolato in Europa, li trovi qui.

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