il corpo ritrovato

Il corpo ritrovato

Un’ altra tappa per Silvia Gribaudi ed il corpo ritrovato con la danza, tra studio del movimento e performance art, con la partecipazione ad un laboratorio per riscoprirne la sua espressività più autentica. Di sicuro per tutte le partecipanti questo è stato un viaggio breve ma incisivo, perchè al loro ritorno qualcosa è cambiato. Lo scorso fine settimana è stata infatti la volta di #oggi è il mio giorno. Performance a conclusione dell’ennesima tappa del laboratorio femminile over 60 a cura di Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti, in azione il 19 ottobre scorso al Teatro Secci di Terni. Sul palco, questa volta, c’erano le protagoniste del laboratorio ternano, tenutosi la prima settimana di ottobre.

Il corpo delle donne e la performance art

Sono arrivate attraversando la platea e cariche di gesti propiziatori, atti simbolici da rivolgere al pubblico già sorridente. Con loro si è celebrato un rito destinato a ripetersi senza intaccare l’originalità di ogni creazione generata dall’azione del gruppo in un particolare luogo e in un particolare lasso temporale. Proprio come accade nelle performance di Marina Abramovic, artista radicale, molto amata e anche osteggiata, ma sicuramente ispiratrice di tanta arte, sotto il segno di una svolta performativa anche veicolo di progetti pedagogici.

Le protagoniste di @oggi è il mio giorno a Terni

Ecco sono già sul palco, mentre la musica va e Silvia non smette di invitare il pubblico a partecipare. Perchè questo può essere #oggi il giorno di tutti. Intanto il gruppo di donne si muove a tempo, danzando. Non c’è un copione loro assegnato che preveda risse o insulti agghiaccianti, ma un canovaccio di pochi segni, per dare spazio massimo all’improvvisazione del gesto.

#oggi è il mio giorno

Nel “loro giorno” le donne non strillano, l’una contro l’altra. Non esibiscono corpi perfetti ammiccando verso il pubblico. Non fanno da tavolino, né sono appese come prosciutti. L’ironia scaturisce dal contesto. E la naturalezza suscita la complicità del pubblico. Hanno facce rotonde o spigolose, vantano qualche ruga e qualche chilo e si muovono morbide improvvisando gesti che disegnano nell’aria un senso di libertà. Sono le donne normali, icone di una femminilità alla quale ogni protagonismo è troppo spesso negato. Non per caso ma da precise scelte di linguaggio come ha brillantemente ricostruito Lorella Zanardo nel suo celebre documentario .

Silvia Gribaudi ed il corpo ritrovato

Ora, invece, sotto i riflettori ci sono loro nella loro splendida normalità. Qualcuno dal pubblico non resiste e si butta. Anche una bambina sale sul palco incoraggiata dalla sua mamma in platea. Si vede che la battaglia dell’imbarazzo è vinta e la svolta che le ha portate dalla poltroncina silenziosa all’azione scenica è compiuta.

Silvia Gribaudi coreografa e performer

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Silvia Gribaudi conduce dal 2011 laboratori destinati agli Over 60 e collabora con Università Ca ‘Foscari di Venezia, Dipartimento di Management Cultura e Impresa, nel progetto ARTimprendo e Action Reasearch Coreografie d’Impresa. E’ regista e coreografa di tre diverse performance (My Place, Felice e R. OSA_10 esercizi per nuovi virtuosismi) negli anni 2016 e 2017.
Nel 2017 ha debuttato Vancouver, Canada, con Empty. Swimming. Pool una coproduzione italo -canadese con Tara Cheyenne Frienderberg, vincitore del sostegno del Chrystal Dance Prize 2016. Nel 2017 è stata finalista per il premio rete critica italia .

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