Festival dei Due mondi 2021, Folia entusiasma Spoleto

La Folia di Merzouki trionfa al Teatro Romano di Spoleto

A Spoleto stessa location, seconda serata, il 27 giugno scorso, per Folia. L’ ultimo lavoro (prepandemico) di Mourad Merzouki presentato al Festival dei Due mondi edizione 2021. Ad attendere il lavoro del coreografo francese, i suoi dodici danzatori, sei musicisti ed il soprano Heather Newhouse un blu soffuso sempre più intenso, globi sparsi sul palco ed un pallido arancio che tramonta sull’abside della chiesa di Sant’Agata. Così come una platea quasi silenziosa, a tratti colorata ma ancora opportunamente distanziata. E munita di apposita mascherina all’ingresso da sostituire alla propria. Accade qui l’incredibile. Sebbene il mantenimento della stessa da seduti fosse stato solo suggerito, il pubblico di Merzouki non ha dato cenni di insofferenza. Forse perché quell’ora ed un quarto di spettacolo è trascorsa in un soffio, lasciando entrare nei polmoni il respiro di un’arte potentemente catartica.

Pura poesia la tensione tra gesto contemporaneo e musica barocca

Atmosfere oniriche ancorate ad una fisicità urbana, tensione metafisica che si dissolve in gesti circensi ed il connubio perfetto tra musica barocca, musica elettronica (Le Concert de l’Hostel Dieu) ed hip hop. Nel confronto tra gli opposti non c’è caos ma un’armonia leggera e vibrante. Pura poesia è la tensione tra il gesto contemporaneo e l’aria barocca. Elementi eterogenei nutrono l’arte di Merzouki e sfidano i luoghi comuni oltre il concetto di contaminazione.

La Folia di Merzouki ed il dialogo fra mondi

Non c’è solo contaminazione ma dialogo fra mondi. Arte circense, hip hop contemporaneo, punte e danza contemporanea, l’ipnotico roteare dei Dervisci e la velocità crescente dei ritmi. Vortici d’energia senza parole. Lo scenario è in continua dissolvenza. E quando il finale sembra certo, di nuovo è ancora tutto in ballo. Ecco perché in Folia ogni ossimoro è solo presunto tale. E la partita al Teatro Romano di Spoleto la vince la danza di Merzouki rivitalizzando un immaginario di sogno e libertà quanto mai necessario in questa estate 2021.

Folia ed il pubblico del Teatro Romano va in estasi

Ogni replica di uno spettacolo di danza o teatrale, di un concerto musicale o di una qualsisasi altra forma espressiva dal vivo, è uno spettacolo a sé. E questa legge è stata confermata ancora una volta domenica scorsa, sia durante che al termine di Folia. La partecipazione del pubblico, dapprima in solenne rispetto (come si è accennato qui sopra) per gli artisti e per la splendida location, si è poi trasformata in un caldo abbraccio virtuale. Applausi scroscianti ed incitazioni commosse, una visibile sensazione di gioia hanno inondato gli artisti sul palco. Un trionfo dovuto alla bellezza dello spettacolo e anche all’azione catartica della danza su un’umanità ancora limitata dalle conseguenze e dagli effetti della pandemia da Corona virus.

Mourad Merzouki, breve storia di un coreografo molto amato

Tanta ricchezza trova spiegazione nella biografia di Merzouki che parte con le arti marziali per scoprire la cultura hip hop e appassionarsi alla danza. Dopo aver fondato nel 1989 la compagnia Accrorap (con Kader Attou, Eric Mezino e Chauki Saïd, nel ’96 fonda la compagnia Käfig (“gabbia” sia in arabo che in tedesco), un nome paradossale che scongiura il pericolo di richiudersi in unico stile coreografico. Dal 2009 Merzouki è a capo del Centre chorégraphique national de Créteil et du Val-de-Marne e insegue la sua poetica celebrando la cultura hip hop con un progetto artistico dal respiro internazionale che è ormai tratto distintivo della coreutica francese.

Comte e le Concert de l’Hostel Dieu

Dalle tarantelle napoletane alle follie barocche (folia, dal portoghese, è un tema musicale di origine antichissima) agli interventi elettronici, oltre il concetto di musiche di scena va il Concert de l’Hostel Dieu di cui è direttore artistico Franck-Emmanuel Comte, già direttore artistico del Musicales en Auxois festival in Borgogna e del Centre musical international J.S. Bach de Saint-Donat. Lungo il suo curriculm professionale. Ospite fisso in molte capitali europee e mondiali (da Barcellona a Roma, Bruxelles, Madrid, Riga, Calcutta, Chennai, Pechino e Taiyuan) e in numerosi festival internazionali (tra cui Brežice, Montserrat, Girona, Foligno, Vallonia, Ambronay, La Chaise-Dieu) a Franck-Emmanuel Comte piace la sfida. Ecco perchè il suo repertorio barocco si è aperto a progetti artistici trasversali o atipici. Nel Concert de l’Hostel Dieu trovano spazio giovani solisti internazionali, reclutati da Comte presso accademie o in occasione di concorsi europei di musica barocca. Così come in Folia trova il suo posto la musica elettronica di Grégoire Durrande.

Folia

direttore artistico e coreografo

Mourad Merzouki

assistito da

Marjorie Hannoteaux

musica

Franck-Emmanuel Comte – Le Concert de l’Hostel Dieu
e Grégoire Durrande

scene

Benjamin Lebreton

luci

Yoann Tivoli

costumi musicisti

Pascale Robin

assistito da

Pauline Yaoua Zurini

costumi danzatori

Nadine Chabannier

danzatori

Habid Bardou, Nedeleg Bardouil, Salena Baudoux, Mathilde Devoghel, Sofian Kaddaoui, Mélanie Lomoff, Joël Luzolo, Franck Caporale, Mathilde Rispal, Yui Sugano, Aurélien Vaudey, Titouan Wiener

musicisti

André Costa, Gwenaël Dubois, Clara Fellmann, Vincent Girard, Clément Latour, Florian Verhaegen

soprano

Heather Newhouse

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