Dervish

Dervish

Vorticosi cerchi, rapidi e continui, eppure sorprendenti e morbidi, come vele multicolori che si innalzano verso il cielo, gonfie di forme inaspettate, direttamente connesse ai moti del cuore. Non statici ma pirotecnici e appassionati sono i moti circolari del viaggio Dervish di Ziya Azazi, presentato lunedì 16 gennaio 2023 al teatro Cesare Caporali di Panicale. Un viaggio che, pare, esso stesso meta. Al ritmo incalzante di tamburi, in uno spazio scenico dove il cerchio iscritto nel quadrato, quasi un ring, è un giardino dove osservare l’interazione tra il corpo e le proprie emozioni, cresce la consapevolezza del viaggiatore. E si declina in giocose evoluzioni. Capriole che inseguono il cerchio, fuori e dentro l’estasi meditativa, sono gli appunti di viaggio nell’instancabile esplorazione di sé. Che emoziona e coinvolge. Sarà per tutta quell’energia del performer di origine turca, da oltre vent’anni in Europa, che esplode in meravigliose rotazioni e salti acrobatici. Ma la percezione è che qui il viaggio approdi alla scoperta del viaggiatore, in un gioioso rimando tra corpo e anima esplorato in due lavori: Azab e Dervish in progress. Non più perno di uno stato meditativo, emancipato dalla legge di rotazione, libero di riabbracciarla in un orizzonte più vasto, il corpo fisico è il contatto con l’umano senso di libertà.

Ziya Azazi

E’ nato nel 1969 ad Antiochia in Turchia e si è laureato nell’86 in ingegneria ad Instanbul. Ha iniziato a studiare danza nel 1990 collaborando con il Teatro di Stato di Instanbul. Nel 1999 partecipa alla Summer Dance Week di Vienna (Dance Web) con la sua performance Unterwegs Tabula Rasa che viene premiata, mentre il Ballett International Magazine gli assegna una prestigiosa menzione come The most outstanding dancer of the year. Tra il 2000 ed il 2002 viene scritturato dal Vienna Volksoper, dal Theaterhaus (Stoccarda) e dal Grand Théatre di Ginevra. Da allora il danzatore turco ha lavorato con molti artisti Cem Ertekin, Aydin Teker, Sebastian Pranti, Philippe Arlaud, Anne-Marie Gros, Isamel Ivo, Marcia Haydée, Yoshi Oida e Thierry Smits.