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A Solomeo il respiro dell’Arte

Presentata la nuova stagione artistica 2019/20 al Teatro Cucinelli di Solomeo: torna Peter Brook con una prima nazionale italiana e va in scena Fanny Ardant. Per la prima volta in Umbria

Otto spettacoli di prosa, tanti appuntamenti musicali, dentro e fuori il cartellone, ed una serata dedicata alla danza. Federica Cucinelli, Fondazione Brunello e Federica Cucinelli Solomeo, e Nino Marino, direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, hanno presentato questa mattina la nuova stagione artistica del Teatro Cucinelli di Solomeo, importante realtà nel circuito teatrale umbro e nazionale.

A tornare per la quinta volta a Solomeo è Peter Brook. Il celebre regista di origine britannica porta il 23 ed il 24 novembre prossimi, in prima nazionale insieme a Marie-Hélène Estienne, Why? Un viaggio, “drammatico ma anche divertente” che indaga le radici di una inguaribile fascinazione per l’arte e per il teatro. E ancora, fra gli altri, Umberto Orsini ed Elisabetta Piccolomini in Il nipote di Wittgenstein, il 22 ottobre prossimo, e Leo Gullotta in Barltleby lo scrivano, il 14 marzo 2020. Per concludere con i ragazzi di San Patrignano che portano in scena I Cavalieri Erranti. Qui il programma completo della stagione.

Per la prima volta in Umbria un altro nome di grande prestigio internazionale: Fanny Ardant, in esclusiva nazionale, poterà a Solomeo il 19 dicembre Hiroshima Mon Amour, dalla sceneggiatura di Marguerite Duras scritta per l’omonimo film di Alain Resnais e con l’adattamento e la messa in scena di Bertrand Marcos.

E’ ormai da tempo che anche le produzioni del Teatro Stabile dell’Umbria hanno trovato cittadinanza a Solomeo, dove tutto ebbe inizio con la nascita del Teatro Cucinelli ed il suo battesimo, quel tre settembre del 2008, reso memorabile dalla regia di Luca Ronconi di Nel bosco degli spiriti. Da allora l’amore per il Teatro è di casa a Solomeo.

Da Charlotte Rampling ad Isabelle Huppert fino a Isabella Rosselini

Dopo intere giornate passate a provare, e passeggiate tra le colline d’ulivi e l’antico nucleo del Castrum Solomei, anche gli attori ed i registi arrivati a Solomeo per una produzione o solo di passaggio, entrano a far parte della vita del paese –sottolinea Federica Cucinelli –  “e alla fine si dicono tutti cittadini di Solomeo”.

Quanti gli artisti di fama internazionale già incamminatisi per le strade di Solomeo, ha ricordato Marino. Da Charlotte Rampling ad Isabelle Huppert fino ad Isabella Rosselini, per citare solo alcuni dei nomi così celebri quanto apparentemente lontani dal tranquillo borgo – da sempre centro della vita familiare ed imprenditoriale della Brunello Cucinelli spa – ora proiettato anche tra i luoghi del mainstream culturale ed artistico dalla forza propulsiva che la Fondazione, insieme al Tsu, ha saputo infondere al progetto di valorizzazione.

In fondo, la ricetta è molto più semplice di quanto si possa pensare, danno da intendere i due relatori ai giornalisti presenti nella splendida Biblioteca Neoumanistica Aureliana, parte del Foro delle arti di Solomeo. Che la bellezza naturale e la cura dedicata a quei luoghi contribuisca alla buona riuscita delle produzioni e degli spettacoli presentati al Teatro Cucinelli, è un fatto appurato, si commenta. Si volesse applicare tale cura all’Italia tutta, saremmo come minimo a cavallo, viene da pensare. Ma spesso, invece, accade il contrario; dall’Italia i capitali volano ad arricchire altri paesi, dove il lavoro si ottiene a prezzi scontati. Intanto la bellezza insegna a Solomeo. E ogni tanto, fra le mura del paesino, si trova un’epigrafe che riporta una massima. Una buona parola non manca per nessuno nel Borgo che fa scuola.

In esergo al programma della stagione artistica a scrivere è lo stesso Brunello Cucinelli, insieme a sua moglie spesso compagno di cene di artisti e tecnici arrivati da chissà dove:

L’arte ha bisogno di rivelarsi,

di rappresentarsi, di respirare

e dare respiro all’anima

per rivelare all’uomo ciò che possiede

ma che spesso non sa di avere

E noi di Respiro Magazine, non possiamo che concordare in pieno.

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