Rosaria di Maro

Rosaria di Maro

danza contemporanea

“Nessuna opera prima di Eleonora Duse”

“Lo spettacolo è riuscito a ‘incantare la giuria‘ grazie alla capacità di Adriano Bolognino e Rosaria di Maro di tradurre in danza il mito di Eleonora Duse.”  La giuria dei Premi Danza&Danza 2024

Rosaria di Maro intervista
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Danza&vita

Intervista a Rosaria di Maro

La coreografia è ricca di gesti, accenti e atmosfere che testimoniano un lavoro importante sul soggetto coreografico. Ne emerge con forza un’espressività raffinata e un po’ malinconica. C’è un elemento in particolare che vi ha inspirato rileggendo il lavoro e la biografia di Eleonora Duse?

Partendo dal presupposto che il lavoro coreografico è tutto interamente scritto da Adriano. E questo succede regolarmente per i suoi lavori coreografici, scrive tutto il materiale che passa ai danzatori. Quindi, tutto passa prima attraverso il suo corpo. Lo facciamo attraverso un lavoro tutto sul momento. Prima, ci prepariamo molto sulla parte teorica. C’è stato, quindi, tutto un lavoro presala su cui abbiamo studiato questo figura. In particolare, mi sono documentata su un libro di Mirella Schino (Eleonora Duse. Storia e immagini di una rivoluzione teatrale. Carocci, 2023) che ci ha aiutato molto perché era ricco di immagini, abbastanza difficili da trovare sulla Duse.
Cosa, completamente diversa è stata il lavoro su Maria Callas, essendo tutto un altro periodo storico. Su Eleonora Duse ci interessava particolarmente il suo modo di stare in scena, come interpretava le parti e viveva l’arte. Ed è proprio in quello che ci siamo ritrovati molto. Abbiamo ritrovato in lei il modo in cui anche noi viviamo la nostra arte. Ad esempio, questa sua capacità di stare immobile, tenendo il pubblico in pugno, è una cosa che ci ha molto presi.
La sua microgestualità, i suoi dettagli, il fatto che lei cambiasse ogni volta. Il fatto che sembrasse improvvisare sempre, quando in realtà il suo lavoro era tutto studiato e scritto prima che lei andasse in scena. In realtà, tutti questi elementi ci hanno sicuramente affascinato. Però, come ti dicevo arriviamo in scena che Adriano non ha un suo materiale coreografico, lui crea tutto al momento con i danzatori. Abbiamo raccolto tantissime cose prima, ma, quando si va in sala, Adriano lascia la sua fantasia libera ed il materiale arriva al suo corpo e, magicamente, così come lo vedi, va nel corpo dei danzatori. Logicamente, dopo va definito, aggiustato, sistemato nei dettagli.

“Abbiamo ritrovato in lei il modo in cui anche noi viviamo la nostra arte.”

intervista a Rosaria di Maro


La Duse a Foligno