maestri della ceramica umbri

Maestri della ceramica contempornea in mostra a Fossato di Vico

Antiche radici, nuove visioni

Dal 18 luglio al 2 agosto 2026, il centro storico di Fossato di Vico ospita le creazioni di maestri della ceramica provenienti da tutta l’Umbria

Dal 18 luglio al 2 agosto 2026, lo spettacolare centro storico di Fossato di Vico si trasforma in un museo a cielo aperto grazie alla mostra d’arte di ceramica contemporanea “Antiche radici, nuove visioni”. L’esposizione si sviluppa lungo un suggestivo percorso tra le location più affascinanti e ricche di atmosfera dell’antico nucleo di Fossato ospitando In perfetta sintonia con lo spirito del luogo, la rassegna accende i riflettori su ventitre firme d’eccellenza provenienti dai principali distretti della tradizione regionale. Il pubblico potrà scoprire le opere di:

Lucia Angeloni, Simona Baldelli, Toni Bellucci, Paolo Biagioli, Iva Boccali, Mario Boldrini, Monica Bozzi, Caterina Calabresi, Fanette Cardinali, Catia Ceccacci, Tonina Cecchetti, Eraldo Chiucchiù, Marino Ficola, Roberto Fugnanesi, Luca Leandri, Graziano Pericoli, Attilio Quintili, Luigi Ricciarelli, Marilena Scavizzi, Luciano Tittarelli, Maurizio Tittarelli Rubboli, Gabriele Tognoloni, Walter Tomassoli.

Le creazioni dei maestri usciranno dai classici spazi espositivi per dialogare apertamente con l’architettura medievale e l’aspra pietra dei vicoli, superando la dimensiona tradizionale per farsi pura ricerca concettuale e materica. Un’evoluzione stilistica colta appieno dal Curatore dell’evento, il professor Gustavo Cuccini (Direttore dei Corsi Unitre Perugia):

«I Maestri in mostra toccano sapientemente le corde della nostra sensibilità con la grazia e la forza della materia plasmata dagli elementi naturali, la magia della terra, dell’acqua e del fuoco. Tra nostalgie e premonizioni, si percepisce un pudore compositivo che preserva le opere dallo sperimentalismo tout court, risolvendo ogni contrasto formale nell’antica e aristocratica pratica della maiolica».

Questo straordinario itinerario prenderà ufficialmente il via sabato 18 luglio alle ore 17:30 con la cerimonia d’inaugurazione presso il Teatro Comunale, un momento corale volto a sottolineare la forza e il valore delle sinergie territoriali. L’evento, promosso dall’Unitre di Perugia con il sostegno di Fondazione Perugia e in stretta sinergia con l’Unitre Parco del Monte Cucco e il Comune di Fossato di Vico, rappresenta una tappa fondamentale del percorso culturale “La Ceramica in Umbria”.

L’invito è a lasciarsi ispirare da un viaggio tra memoria e creazione, dove l’arte contemporanea ridà vita alla materia attraverso prospettive nuove e interpretazioni originali

Questo straordinario viaggio tra opere d’arte, a ingresso completamente gratuito, sarà accessibile dal lunedì al venerdì dalle 17:00 alle 20:00, il sabato dalle 15:30 alle 20:00 e la domenica con una doppia finestra di apertura: la mattina dalle 10:00 alle 12:00 e il pomeriggio dalle 15:30 alle 20:00.

 

“I Maestri che espongono toccano sapientemente le corde della nostra sensibilità con la grazia e la forza della materia plasmata dagli elementi naturali, per la magia della terra dell’acqua e del fuoco, nell’evidenza oggettiva di una preziosa, umile povertà.”

Il titolo della Mostra Ceramica d’Arte Contemporanea che si tiene nel borgo storico di Fossato di Vico in questa seconda metà del mese di luglio 2026  “Antiche radici, nuove visioni” è particolarmente indicativo dello spirito che percorre le opere presentate da artisti che provengono dai luoghi sacri della ceramica umbra, Deruta Gubbio Gualdo Tadino Città di Castello.

Il forte radicamento con la tradizione e la propositiva progettualità per un futuro che è già adesso, sembrano ricondurci  dalle istanze più urgenti della modernità nella agrodolce risacca di una riflessione postmoderna sulla condizione di assenza e sulla crisi dell’ideologia come guida alla intenzionalità operativa del fare dell’arte.

Ultimi fuochi di un incendio di passione, estetica e concettuale, ma anche sociale e politica, che ha infiammato vecchie e nuove generazioni di artisti fino alla soglia degli anni novanta, e che ora si affievolisce fino ad assopirsi nelle ceneri tiepide dell’anonimato e della clandestinità, in un ritorno al particolare e al soggettivo.

La condizione dell’artista scivola nel privato dell’assenza postmoderna, dove il quotidiano è il tempo e il luogo di un pensiero circolare, non progressivo.

Le opere in mostra, qui a dialogare con gli angoli evocativi del borgo antico di Fossato di Vico, risolvono nell’antica, aristocratica quanto popolare, pratica della maiolica ogni contrasto formale e restituiscono al paziente fare dell’artista artigiano la responsabilità dell’arbitrio.

La qualità è alta, indiscutibile, per la varietà dei materiali e delle tecniche, per le controllate oscillazioni dal materico al formale allusivo, dall’astratto al figurativo, dall’oggettuale al concettuale.

 Fra nostalgie e premonizioni, ritorni e partenze, si percepisce come motivo dominante delle opere in mostra un certo contenimento formale, una sorta di pudore compositivo che le preserva dallo sperimentalismo tout court, a cui si aggiunge un entusiasmo novatore altrettanto contenuto.

I Maestri che espongono toccano sapientemente le corde della nostra sensibilità con la grazia e la forza della materia plasmata dagli elementi naturali, per la magia della terra dell’acqua e del fuoco, nell’evidenza oggettiva di una preziosa, umile povertà.

Linguaggi comuni e diversi, nel segno del nomadismo culturale e dell’eclettismo inquieto e positivo che connota i tempi della postmodernità e dei primi decenni del nuovo secolo.

Gustavo Cuccini
Curatore evento

Direttore dei Corsi e dei Programmi culturali UNITRE Perugia