Giorgio Bonomi

MOMENTI DELL’ARTE ITALIANA DEL SECONDO NOVECENTO
storia e aneddotica

In questa pubblicazione racconto “aneddoti” relativi ad artisti con cui ho lavorato, nell’arco di circa quarant’anni, e con cui ho avuto rapporti di amicizia. Avendo operato soprattutto in Umbria, oltre che nel resto d’Italia e in Europa, i racconti sono per lo più ambientati in questa regione.

Per quanto riguarda l’aspetto aneddotico va sottolineato che non si tratta di fare storia come fu rimproverato a Svetonio di aver utilizzato nella Vita dei Cesari pettegolezzi e di trattare i personaggi come i loro camerieri che li osservavano dal buco della serratura. Infatti si tralasciano quegli aspetti più intimi e privati che gli amici conoscono ma che non hanno alcuna importanza “storica”, restando nella mera soggettività.

Al contrario “l’aneddotica persiste e persisterà accanto alla storia, servendo l’una e l’altra nell’armonia dello spirito, a fini diversi e complementari. [… Se] la storiografia ha il suo, proprio disegno-colore e l’aneddotica ha il suo, l’una e l’altra sono, ciascuna a suo modo, pensiero e rappresentazione, l’una e l’altra hanno la loro vivezza di stile. […] La storiografia attinge, quando le giova, alle raccolte dell’aneddotica storica” (Benedetto Croce, La storia come pensiero e come azione, Laterza Editori, Bari 1965⁷, pp. 116-118).

Così queste memorie vogliono fornire brevi saggi storici sugli artisti italiani, con pochissime eccezioni relative ad artisti stranieri, della seconda metà del XX secolo tra i più importanti, e aneddoti che rendono questi più “vivi”, più “umani”, in modo che anche la loro arte, spesso “freddamente” concettuale, sia vivificata dalla realtà, dalla vita vera, senza però togliere quella “aura” che è necessaria, non all’artista, ma all’opera d’arte.

Giorgio Bonomi








Giorgio Bonomi nasce a Roma nel 1946 dove si laurea in Filosofia. Si occupa di filosofia politica e pubblica con Feltrinelli, Partito e rivoluzione in Gramsci. Faranno seguito una serie di studi e di saggi in “Annali Feltrinelli”, “Les Temps Modernes”, “El viejo topo”, “Problemi del socialismo”, “Il quotidiano dei lavoratori”, “il Manifesto” ecc. Nel 1972 si trasferisce a Perugia dove ricopre incarichi pubblici (Azienda di Turismo, Teatro Stabile, vicepresidente della Fondazione Umbria Spettacolo ecc.). Dal 1985 si dedica all’arte contemporanea come critico, curatore di mostre e collaborando a varie riviste. Fonda e dirige la rivista d’arte contemporanea “Titolo”. È stato il curatore del CERP (Centro Espositivo della Rocca Paolina) di Perugia. È stato Direttore della Biennale di Gubbio, ha creato l’Archivio dell’Autoritratto Fotografico del MUSINF di Senigallia (AN). Ha curato più di trecentocinquanta mostre in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi di formazione per insegnanti e varie conferenze sull’arte contemporanea; è intervenuto numerose volte al GR cultura della RAI e in TV locali e nazionali.

Tra i suoi numerosi testi ricordiamo: La collezione Burri, Gesp Editrice, 1995; Introduzione all’arte contemporanea, Gesp Editrice, 1996; Promuovere l’alluvione: Fluxus e dintorni, Parise Editore, 1997; Il tempo. Scienza, cultura, educazione, Gesp Editrice, 1998; Storia delle Biennali di Gubbio e Museo di Scultura Contemporanea, ed. Silvana, 2006; Maria Mulas, ed. Skira, 2007; La disseminazione, con prefazione di Achille Bonito Oliva, ed. Rubbettino, 2009; Pino Pinelli o della disseminazione, ed. Rubbettino, 2016, Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea voll. I, II, III, IV, ed. Rubbettino, 2012, 2017, 2021, 2025.