Benessere olistico
Il respiro che armonizza le emozioni
Ogni respiro profondo massaggia il nervo vago, liberandoci dallo stress e apportando benessere, secondo l’antica medicina cinese, al meridiano dello stomaco e al meridiano del cuore. Le ricerche della medicina moderna (vedi alcune fonti citate in fondo a questo articolo) confermano la vitale importanza del nervo vago, regolatore del sistema parasimpatico, nel portare armonia nel regno delle emozioni e contribuire ad un significativo riequilibrio di corpo e mente.
Questo nervo, infatti, oltre ad essere il più lungo del corpo, come riferiscono le fonti mediche, è il principale responsabile della risposta di rilassamento del sistema parasimpatico, come riferiscono le fonti mediche. Con un tono vagale basso, ci si trova in una modalità di congelamento, di “attacco o fuga” permanente.
“Attacco o fuga”
A quanto pare, quindi, la reazione automatica del sistemo nervoso di fronte ad un pericolo o a situazioni di stress innesca una serie di risposte fisiologiche per permettere al corpo di combattere la minaccia o fuggire per sopravvivere. In particolare, tali risposte riguardano:
Cuore e respirazione (battito cardiaco accelerato e respirazione più rapida); muscoli (Tensione aumentata, pronti all’azione); sangue (maggiore afflusso ai muscoli, ridotto all’apparato digerente); pelle (sudorazione per raffreddare il corpo o pallore).


Rilascio somatico e Nervo vago
La pratica del rilascio somatico ( di cui abbiamo già parlato in un altro articolo) capitalizzando, conoscenze scientifiche e tradizioni antiche (vedi qui in fondo) sullo stato del tono vagale, permette di riportare il sistema nervoso in equilibrio attraverso semplici tecniche.
Per migliorare il tono vagale ci sono molteplici possibilità. La via, forse, più semplice ed efficace in pochi minuti utilizza esercizi di respirazione specifici per passare da uno stato di allerta ad uno di calma profonda. Li abbiamo già provati in diversi workshop e li riproponiamo come pratica di benessere (non è un consiglio medico).
1. La respirazione diaframmatica
Si parte mettendo una mano sul petto e una sull’addome che servono a monitorare i movimenti dell’aria ispirata. Si ispira dal naso mentre l’aria raggiunge la pancia, e si espira dalla bocca, lentamente. Questo movimento produce un massaggio del nervo vago che attraversa il diaframma.
2. Respirazione a narici alternate
Si parte chiudendo con l’indice la narice destra e ispirando dalla sinitra. Poi si chiude la narice sinistra e si espira dalla destra. E così via ripartendo dalla chiusura della destra. L’esercizio bilancia il sistema nervoso e riduce la frequenza cardiaca.
3. Respirazione a labbra socchiuse
Si parte ispirando normalmente dal naso ed espirando a labbra socchiuse. La sensazione è quella di produrre un lieve fischio. L’espirazione attiva, attraverso l’attrito, istantaneamente il nervo vago.
Terapie e Respiro
In Italia, le ricerche scientifiche sull’uso terapeutico del respiro sono condotte, tra gli altri, da:
Istituto di Neuroscienze (Firenze); SIPNEI (Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia); AISTED (Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione):
Ricerche internazionali sul respiro
Breath of Life: The Respiratory Vagal Stimulation Model of Contemplative Activity;
Vagus Nerve Stimulator
Kesava Mandalaneni; Appaji Rayi.
Freeze
Nel caso in cui né la fuga né l’attacco siano possibili, il corpo va in modalità di congelamento. Il freeze pare essere quindi una risposta parasimpatica estrema che determina in primis l’attivazione massiccia del vago dorsale (la parte più antica, comune anche ai rettili) provando un sensibile calo del battito cardiaco, della pressione sanguigna e del tono muscolare. E’ come attivare una specie di “freno a mano biologico”. Il corpo si prepara dunque ad attutire l’impatto di un possibile trauma (fisico e mentale) rilasciando endorfine naturali per ridurre la sensibilità al dolore.