giorgia bazzanti

Conoscere l’arte a Koinè

Giorgia Bazzanti presenta Risonanze, reading performativo itinerante, in scena domenica 11 ottobre al Museo del laterizio di Marsciano

Già all’epoca del celebre Cabaret Voltaire, fondato a Zurigo da Hugo Ball ed Emmy Hennings, arte visiva, danza e voce cominciarono a dialogare, scoprendo impensabili vie di connessione, con reciproca soddisfazione. Gret Palucca, danzatrice espressionista tedesca, collaborarò intensamente con Wassily Kandinsky che nel 1926, ben cento anni fa, pubblicò un saggio dal titolo Tanzkurven, quelle stesse “curve di danza” che uscendo dalle rigide simmetrie del balletto disegnavano nuove linee di libertà. Anche la voce, intesa come spazio di ascolto, rivela Giorgia Bazzanti, autrice, cantautrice e performer, può esplorare l’arte facendosi essa stessa materia viva.

In occasione della terza edizione di Koinè – Festival dei Linguaggi Contemporanei, Risonanze, ideato e curato da Angelo Moretti e Giorgia Bazzanti, è concepito come un reading performativo itinerante, site specific (prodotto da G StudioLab & Koinè) pensato appositamente per dialogare con le opere della mostra.

Gli spazi espositivi della mostra sono attraversati da voce, testi di provenienza diversa, musicalità e silenzi
“trasformando ogni stanza in un luogo di ascolto, dove
parola, corpo e linguaggio visivo si incontrano ed aprono nuove possibilità di visione. Ogni ambiente genera una risonanza differente, costruita in relazione alle opere e al loro immaginario, in una drammaturgia originale che nasce dall’intreccio di letteratura, canto e gesto teatrale”.


Anche produttrice artistica, Giorgia Bazzanti sviluppa da anni un percorso di ricerca che unisce scrittura, voce letta, recitata e cantata in un unico processo creativo.
Tra collaborazioni con grandi artisti, produzioni editoriali, teatrali e discografiche premiate a livello nazionale, è stata definita una delle figure
più eclettiche del panorama indipendente italiano.

giorgia bazzanti

Nota dell’artista

Per quanto riguarda la performance contemporanea, mi piace particolarmente costruire drammaturgie come fossero una sorta di “contrappunti”, lasciando che le parole abbiano una propria struttura, un ritmo ed una musicalità.
In “Risonanze”, entrano nel tessuto della performance perfino lingue diverse, ognuna con una diversa possibilità sonora e percettiva. L’influenza tra le arti, inoltre, è un tema caro per la mia ricerca ed è sempre interessante perché è proprio nello spazio tra un linguaggio e l’altro che possono nascere associazioni inattese e nuove possibilità di ascolto. Il mio percorso e buona parte dei miei lavori, come questo, nascono dall’incontro tra linguaggi diversi: la voce cantata e quella parlata, la parola letta e recitata, la scrittura e la musica.