corpo spazio sacro

Corpo spazio sacro

danza contemporanea

Quella
insostenibile autenticità
del corpo


Dalla maschera, simbolo di costrutti sociali che assorbono norme e condizionamenti declinati dalla dialettica tra maschile e femminile, alla rivelazione del corpo come spazio non mediato ma infinitamente più potente di ogni suo “mascheramento”.
In amən, la performance di Emanuele Rosa, Maria Focaraccio (esecuzione, concept e coreografia) su una emblematica passerella si incontrano mondi e linguaggi della contemporaneità, artisti e pubblico. Da un lato, flussi di immagini, ospitati dal “carpet” come centrifugati di icone. Generatori di illusioni e compulsioni legittimate dall’imperartivo della fruizione infinita che si trasformano inevitabilmente in nuovi diktat. Dall’altro, la prospettiva voyeuristca sul corpo, sempre più oggetto di proiezioni, aspettative e distorsioni.

corpo spazio sacro

Il corpo come spazio non semiotizzato