danza contemporanea
Quella
insostenibile autenticità
del corpo
Dalla maschera, simbolo di costrutti sociali che assorbono norme e condizionamenti declinati dalla dialettica tra maschile e femminile, alla rivelazione del corpo come spazio non mediato ma infinitamente più potente di ogni suo “mascheramento”.
In amən, la performance di Emanuele Rosa, Maria Focaraccio (esecuzione, concept e coreografia) su una emblematica passerella si incontrano mondi e linguaggi della contemporaneità, artisti e pubblico. Da un lato, flussi di immagini, ospitati dal “carpet” come centrifugati di icone. Generatori di illusioni e compulsioni legittimate dall’imperartivo della fruizione infinita che si trasformano inevitabilmente in nuovi diktat. Dall’altro, la prospettiva voyeuristca sul corpo, sempre più oggetto di proiezioni, aspettative e distorsioni.

Il corpo come spazio non semiotizzato
In questo contesto, la danza esplora linguaggi e gestualità, dalle opposte prospettive del maschile e del femminile, con l’obiettivo di stimolare una riflssione, una presa di coscienza difficilmente offerta nel quotidiano. Passando da un registro ironico, a tratti grottesco, ad uno drammatico, la coreogragia si fa interprete di uno sguardo antropologico, portando alla luce i condizionamenti esercitati sul corpo come innumervoli, e spesso non percepibili. Al climax, che smaschera l’impulso come compulsione, segue l’esigenza di un ritorno.
Spogliare il corpo di strati di proiezioni e costrutti, porta alla scoperta del corpo come spazio non semiotizzato. La nudità esprime qui tutta la sua potenza e fragilità, in un simbolico continuum tra femminile e maschile.
amən a Spoleto
Al cantiere Oberdan l’accoglienza del lavoro di Rosa e Focaraccio, portato a Spoleto (venerdì 13 marzo 2026) dal Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con la Mama Umbria International all’interno della rassegna Moves, è stata calorosa.
Concept e coreografia: Emanuele Rosa e Maria Focaraccio
performance Emanuele Rosa, Maria Focaraccio
musiche originali Stella Sesto
sassofono Sofia Salvo
musiche Johann Sebastian Bach, Daft Punk
costumi Emanuele Rosa, Maria Focaraccio
disegno luci e video Cristina Spelti