Inaugura la nuova rassegna un pubblico composto a maggioranza da giovani
A dispetto della malinconia d’autore, ispirata dall’omonimo e celebre racconto di Raymond Carver, “Perché non ballate?”, la rassegna di danza umbra curata e organizzata da Marco Betti, responsabile della programmazione danza per il Teatro Stabile dell’Umbria, festeggia quest’anno la sua sesta edizione elargendo crescenti soddisfazioni. Partita il 23 ottobre scorso con Dido and Aeneas della Compagnia Dewey Dell – diretto da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera, vede in scena i danzatori Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto Galluzzi, Trevor Louw e Francesca Siracusa – proseguirà con altri quattro appuntamenti. Si tratti di:
Manifestus di Jacopo Jenna (3 e 4 dicembre);
VON di Daniele Albanese (13 febbraio);
Quiet light di Cindy Van Acker (7 marzo); Landscape di e con Elena Antoniou (7 maggio).
Quali sono le novità della sesta edizione della rassegna?
E’ vero, siamo arrivati a sei edizioni, anche se, in effetti, la prima si chiamava “La danza del giovedì”. La rassegna di quest’anno continua a insistere sui nuovi linguaggi della danza e presenta una serie di possibili visioni artistiche molto diverse tra loro. La novità di quest’anno è la presenza di compagnie estere con un riconoscimento internazionale. Si tratta degli ultimi due appuntamenti, ovvero: Quiet Light di Cindy Van Acker e Landacape di Elena Antoniou.

Rispetto alla stagione di danza 2025/26, qual è il bilancio complessivo della danza al Teatro Stabile dell’Umbria?
Rispetto alla stagione di danza trascorsa siamo molto contenti dei risultati e dalla risposta del pubblico che ha partecipato con attenzione curiosità ed entusiasmo. Siamo anche particolarmente soddisfatti della grande presenza di pubblico giovane. Anche l’apertura della rassegna di danza di quest’anno con lo spettacolo Dido and Aeneas di Dewey Dell è stata una riconferma di questi risultati, considerando sia la grande presenza di pubblico che l’eterogeneità dello stesso. Inoltre, c’è da sottolineare che anche in questo caso la maggior parte del pubblico era composto da giovani e siamo molto contenti del fatto che abbia partecipato anche un pubblico fatto di stranieri presenti a Perugia in quella data