Calamaro, Orlando 2019

Si nota all’imbrunire una contemporanea tendenza alla distorsione

Si nota all’imbrunire di Lucia Calamaro in scena da martedì 29 ottobre a domenica 3 novembre al Teatro Morlacchi di Perugia

Calamaro, Orlando e la solitudine. Poche coordinate per un capolavoro di equilibri che ha radici nello studio di un Contemporaneo sfuggevole e doloroso. E’ per questo che quel che Si nota all’imbrunire è “Una solitudine da paese spopolato” che aleggia greve spingendo esistenze insospettabili fuori dal vivere sociale. Eppure Lucia Calamaro sa trovare anche l’ironia e l’umorismo necessari a raccontare i momenti di un interno italiano che hanno come protagonista il padre in pensione di tre figli. uno strepitoso Silvio Orlando.

Doppia inaugurazione

Dopo una tournée ricca di consensi, la pluripremiata drammaturga è tornata al Teatro Morlacchi di Perugia puntuale per una doppia inaugurazione. La stagione di prosa 2019/2020 e la quasi ultimazione dei lavori di restauro del teatro civico di Perugia, grazie all’art bonus utilizzato dal re del cachemire, Brunello Cucinelli. A rendere prezioso questo suo lavoro – prodotto con il contributo di Carderllino srl e Tsu – che ha debuttato l’anno scorso al Napoli Teatro Festival, anche la maturazione di uno stile che rimane molto originale nel panorama teatrale italiano ed internazionale.

Raccontare il Contemporaneo

L’analisi psicologica (cognitiva) sempre presente, permette anche qui, come già in altri lavori, di focalizzare da un lato la dimensione di credenze costruita dal personaggio, dall’altro lo sguardo esterno che su questo personaggio ricade. Così immersi in una doppia prospettiva si prosegue lo studio di quella che appare un’indagine generazionale e antropologica del Contemporaneo.

Calamaro, Orlando e la solitudine

Ardua e ammirevole missione quella di raccontare il Contemporaneo a chi lo vive e quindi con difficoltà ne percepisce i tratti. Ma in questo Calamaro è maestra. Il suo specchio offre ritratti intensi e poetici andando ad indagare in profondità i punti di dolore del Paese. A partire dal suggestivo L’origine del mondo (premio Ubu 2012) dove si incontrano fragilità e forza di donne quasi invisibili. A Diario del tempo: l’epopoea quotidiana. La denuncia che ne emerge è tagliente. L’adattamento trasversale ad una vita disoccupata, mascherata da autonomia è forse ancora peggiore della sua causa forzata. L’assenza di lavoro. Stessa indagine antropologica si concentra sulla solitudine. E gli italiani, maestri di sofismo e di mistificazione non saranno (con)causa del loro male? Forse un po’ si, verrebbe da dire. E’ così che, tra momenti di brillante commedia e altri di inesorabili consapevolezze, due ore di spettacolo passano veloci lasciando in bocca un retrogusto dolceamaro. Quel tanto che basta per sopravvivere al dramma della solitudine sociale dilagante ed inglobarlo in una normalità che sicuramente, vista da fuori, ha ormai assunto una dimensione ipertrofica.

SI NOTA ALL’IMBRUNIRE (Solitudine da paese spopolato)
di Lucia Calamaro
con Silvio Orlando
e con (in ordine alfabetico) Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini
scene Roberto Crea
costumi Ornella e Marina Campanale
luci Umile Vainieri
regia Lucia Calamaro
produzione Cardellino srl
in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
Spettacolo presentato nell’ambito del protocollo d’intesa tra Napoli Teatro Festival Italia e Festival dei Due Mondi di Spoleto.

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