Due di notte Factory fest

Quell’insostenibile incomunicabilità dell’essere

Due di Notte di Pennacchia e Serrani entusiasma
il popolo della Factory fest

Alle due di notte scocca l’ora delle emergenze e delle confessioni. Ma la visita dell’amico strappato al sonno è l’innesco di un quasi monologo che si muove disegnando anelli di fumo nell’aria. “Siediti e mettiti scomodo!” La verità è l’urgenza sepolta sotto carichi di parole, mentre il corpo del convocante svela la sua inesorabile solidarietà alle emozioni tradite dalla mente.

Il convocato assiste stancamente in attesa che l’urgenza si giustifichi. Si prosegue per gradi, tra non sense e giochi di parole che innescano rapide comicità rompendo una tensione sempre in grado di risalire. Poco a poco, l’ascoltatore assonnato rompe il suo silenzio ed ecco delinearsi due traiettorie di quelle che appaiono, alla lente dei ricordi del convocato e del convocante, differenti versioni di una serie di eventi. Vita vissuta e vita fantasticata si confondono fino a far perdere i loro confini e, drasticamente, fugare ogni dubbio.

L’avvincente pièce teatrale Due di Notte
di Francesco Pennacchia e Luca Serrani (una produzione Teatro Patalò) in scena all’ex spazio Zut di Foligno, è stato uno degli appuntamenti teatrali più importanti della Factory Fest 2026, conclusasi lo scorso fine settimana. Non solo per la bravura degli attori, ma per la sempre maggiore attualità del tema dell’incomunicabilità che, attraversato il Novecento, è approdato con forza nell’era digitale, lasciando parecchie vittime sul campo.